“Non so se siamo consapevoli del cambio epocale che sta avvenendo: non è un momento qualsiasi, è segnato dalla più grave crisi della storia dell’umanità”. Così ha esordito il professore Edo Ronchi prima di ricevere il premio assegnatogli, giunto alla IX^ edizione, ribadendo che l’umanità non ha avuto a che fare con eventi simili lungo tutta la propria storia, “una crisi incomparabile, perché mai l’umanità si è misurata con una crisi ecologica comparabile a quella che viviamo in questa nostra epoca, cioè, la crisi climatica.” Ronchi ritiene che il genere umano non sia ancora del tutto consapevole di quanto sta accadendo intorno a noi “la percezione che abbiamo di questa crisi, non corrisponde alla sua gravità, altrimenti la politica e le nostre azioni, non seguirebbero le priorità attuali. Ogni tanto ce ne accorgiamo che possa esistere anche una crisi climatica, ad esempio una allerta rossa: certi eventi atmosferici estremi, ormai sappiamo che sono accaduti, stanno accadendo,potrebbero accadere di nuovo per cui siamo impauriti al solo pensiero che un evento possa accadere, diamo l’allerta rossa e si sistema tutto. 20 o 30 anni fa eventi di questo tipo non erano conosciuti, era ieri. In pochi decenni, la crisi climatica, sta molto rapidamente peggiorando.” Ronchi ha anche ricordato quanto l’essere umano possa essere “metereopatico”, visto che sempre più spesso calcoliamo ogni nostra azione in base al tempo meteorologico. Il professore lo spiega così:” la nostra specie si è evoluta, col tempo meteorologico che cambia. Per noi il cambiamento del tempo, è connesso alla nostra esperienza umana, non avvertiamo il cambiamento del tempo come un pericolo grave:alcuni studiosi hanno fatto il paragone con la rana(povere rane, chissà quello che hanno dovuto subire per fare “studiare” gli umani, ndr.). Le rane solitamente si sono evolute in specchi d’acqua piccoli dove le variazioni della temperatura sono piuttosto elevate, l’acqua quando è poca si scalda molto e si raffredda molto, si verifica un’escursione termica elevata. La rana, non avverte il cambiamento di temperatura come pericolo. Noi capiamo che qualcosa non va nel clima, quando ci lasciamo andare ad affermazioni del tipo ” non sono più le stagioni di una volta”, “queste ondate di calore così frequenti”, però, la nostra percezione del livello di priorità del pericolo, non corrisponde al livello di percezione tecnico-scientifico di questo pericolo. Da qui l’importanza della scienza e della conoscenza, l’importanza e anche grande aiuto che ci danno entrambe.” E’stato un intervento veramente ricco di spunti e di riflessioni, quello del presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, oltre che valente studioso dell’ambiente. Vi rimando, dunque, al video che potrete ascoltare e vedere sulla nostra pagina Facebook Radio Lontra Siracusa, ringraziando per questa possibilità gli amici dell’Ente Fauna Siciliana della sezione di Noto(SR).